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25/10/2020

Posso davvero smettere di fumare? L’uso della Neurostimolazione NON invasiva.

Il fumo è la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo ed è stato incluso nella classificazione internazionale delle Malattie (ICD) dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dal 1992. È considerata una pandemia (coinvolge un terzo della popolazione mondiale) e si stima che sia la causa di oltre 5 milioni di morti ogni anno. Come altre forme di dipendenza, quella dalla nicotina è un disturbo progressivo, cronico e ricorrente, supportato da fattori ambientali, biologici e psicologici.

Uno dei motivi di insuccesso nella lotta contro il fumo è il potente effetto della nicotina sul cervello, in particolare sul sistema della gratificazione, correlato alla incapacità di ridurre volontariamente l'uso di droghe nonostante la consapevolezza delle sue potenziali conseguenze catastrofiche (Koob e Le Moal, 2008).

Uno dei sintomi più importanti e anche il più grande ostacolo allo smettere di fumare è il craving da nicotina, cioè il forte impulso a fumare (Wray et al., 2013). Recenti studi di neuroimaging hanno evidenziato che la corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra (CPDLS), rappresenta il locus di attivazione relativo alla patogenesi del craving, e gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del craving e nel controllare la risposta inibitoria ad esso associata (Hartwell et al., 2011), cioè la capacità e la volontà di resistere nel fumatore. Più specificamente, per i fumatori, si pensa che essa sia alla base del controllo del desiderio e della gratificazione associata al piacere di fumare (Hartwell et al., 2011).

Diversi studi hanno inoltre dimostrato, tramite l’utilizzo di strumenti di neuroimaging come la risonanza magnetica, che le persone con una dipendenza cronica da nicotina hanno un volume ridotto di sostanza grigia associata alla corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra (Zhang et al., 2011). Ciò è quindi indicativo di una ridotta concentrazione di corpi cellulari (di cellule nervose) in questa zona.

Negli ultimi anni, molti studi hanno dimostrato che le tecniche di neurostimolazione come la rTMS (repetitive transcranial magnetic stimulation), la TS (theta-burst stimulation), la dTMS (deep transcranial magnetic stimulation) e la tDCS (transcranial direct current stimulation), dirette alla corteccia prefrontale dorsolaterale, possono ridurre il desiderio della nicotina (craving) e i comportamenti disfunzionali ad esso correlati (Rachid, 2016). Gli studi sulla neurostimolazione hanno infatti provato l'efficacia di questa tecnica per ridurre il desiderio di fumare nei fumatori attivi e cronici (Elshatarat et al., 2016). Ognuna di queste tecniche, inoltre, ha effetti a lungo termine. Ciò vuol dire che il trattamento, che di norma si conclude in un numero limitato di sedute (da un minimo di 5 fino a 20/30 sedute), ha effetti duraturi anche dopo il trattamento e la durata dipende dal tipo di trattamento e dalla profondità della stimolazione. È comunque importante, una volta concluso un ciclo di trattamenti, effettuare dei richiami periodici, anche di singole sedute, a distanza di mesi.

La tDCS, in particolare, è risultata essere una delle tecniche più efficaci nel ridurre la dipendenza da nicotina, riducendo il craving, il consumo di sigarette e l’impulsività legata al consumo (Fregni et al., 2008).

È una tecnica NON invasiva e indolore, con ridotti effetti collaterali che, quando presenti, si limitano ad un lieve prurito nella zona di stimolazione. Si compone di due elettrodi di silicone che si appoggiano sullo scalpo e che contribuiscono a modulare l’attività elettrica della corteccia. È inoltre molto flessibile, in quanto richiede l’uso di strumentazioni di piccole dimensioni, ed è quindi indicata anche per trattamenti al proprio domicilio. Il trattamento, inoltre, può seguire diversi protocolli, solitamente concordati insieme al paziente e dopo aver effettuato un’accurata valutazione del tipo e delle caratteristiche della dipendenza.

Diversi studi di neuroimaging hanno dimostrato come, dopo un ciclo di trattamento con tDCS, il volume di sostanza grigia in questa zona del cervello viene ripristinato (Vitor de Souza Brangioni, et al., 2018), con conseguenze positive relative alla diminuzione del craving e alla riduzione del consumo di sigarette in modo stabile nel tempo. 

In definitiva, anche se la sperimentazione è in continua evoluzione, così come le ricerche per comprendere ancora meglio i meccanismi neuronali associati al positivo funzionamento di queste tecniche, i risultati decisamente positivi ottenuti fino ad ora e gli effetti di remissione completa in molti casi raggiunti grazie al trattamento, portano a considerare queste tecniche come molto promettenti e come una valida alternativa ai trattamenti di tipo farmacologico.

 

Bibliografia

Elshatarat, R. A., Yacoub, M. I., Khraim, F. M., Saleh, Z. T., & Afaneh, T. R. (2016). Self-efficacy in treating tobacco use: A review article. Proceedings of Singapore Healthcare25(4), 243-248.

Fregni, F., Liguori, P., Fecteau, S., Nitsche, M. A., Pascual-Leone, A., & Boggio, P. S. (2008). Cortical stimulation of the prefrontal cortex with transcranial direct current stimulation reduces cue-provoked smoking craving: a randomized, sham-controlled study. Journal of Clinical Psychiatry69(1), 32-40.

Hartwell, K. J., Johnson, K. A., Li, X., Myrick, H., LeMatty, T., George, M. S., & Brady, K. T. (2011). Neural correlates of craving and resisting craving for tobacco in nicotine dependent smokers. Addiction biology16(4), 654-666.

Koob, G. F., & Le Moal, M. (2008). Neurobiological mechanisms for opponent motivational processes in addiction. Philosophical Transactions of the Royal Society B: Biological Sciences363(1507), 3113-3123.

Pelissolo, A., Harika-Germaneau, G., Rachid, F., Gaudeau-Bosma, C., Tanguy, M. L., BenAdhira, R., ... & Januel, D. (2016). Repetitive transcranial magnetic stimulation to supplementary motor area in refractory obsessive-compulsive disorder treatment: a sham-controlled trial. International Journal of Neuropsychopharmacology19(8).

Rachid, F. (2016). Neurostimulation techniques in the treatment of nicotine dependence: a review. The American Journal on Addictions25(6), 436-451.

Vitor de Souza Brangioni, M. C., Pereira, D. A., Thibaut, A., Fregni, F., Brasil-Neto, J. P., & Boechat-Barros, R. (2018). Effects of prefrontal transcranial direct current stimulation and motivation to quit in tobacco smokers: a randomized, sham controlled, double-blind trial. Frontiers in pharmacology9, 14.

Wray, J. M., Gass, J. C., & Tiffany, S. T. (2013). A systematic review of the relationships between craving and smoking cessation. Nicotine & Tobacco Research15(7), 1167-1182.

Zhang, X., Salmeron, B. J., Ross, T. J., Gu, H., Geng, X., Yang, Y., et al. (2011). Anatomical differences and network characteristics underlying smoking cue reactivity. Neuroimage 54, 131–141.

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